Chiese Battiste Italiane

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Atti 15:11 Ma noi crediamo di essere salvati mediante la grazia del Signor Gesù Cristo, e nello stesso modo anche loro».

Chiese Battiste Italiane

I Bambini, cittadini del Regno

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Gesù Con in Bambini - Opera di Emile Nolde Sono rimaste nella nostra memoria, a distanza di tredici anni dalla sua prima proiezione, le scene suggestive e commoventi del Film-capolavoro di Roberto Benigni "La Vita è Bella". Insignito di tre oscar, il film narra in chiave tragicomica gli orrori dell'olocausto attraverso la vicenda dolorosissima di Guido, un libraio ebreo e del figlio, il piccolo Giosuè, internati in un campo di concentramento. Guido, cercando di nascondere al figlio la tragica realtà della deportazione, escogita un divertente piano: fa credere al piccolo Giosuè di partecipare ad un giuoco a premi. Spacciandosi per "l'interprete" del comandante tedesco, Guido "traduce tutte le regole del lager che stanno alla base del giuoco, consistente nell'affrontare prove tremende, il superamento delle quali dà il diritto di vincere un carro armato vero. L'epilogo è agghiacciante, ma la verve comica del "Toscanaccio" lo stempera con un venatura umoristica: mentre i Tedeschi stanno per lasciare frettolosamente il campo di concentramento per l'imminente arrivo degli Americani, facendo strage dei deportati, Guido, travestito da donna, cerca di raggiungere la moglie Dora, dopo aver nascosto Giosuè, al quale fa credere che si è passati al giuoco del nascondino, ma, scoperto, viene barbaramente ucciso. Gli Americani entrano nel lager e uno di loro fa salire sul suo cingolato Giosuè, dopo essere uscito dal suo nascondiglio e, convinto di aver vinto il carro armato vero, grida: è vero. Il Film termina con la seguente frase pronunciata dalla voce narrante in sottofondo: " Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il sacrificio per me". La Vita è Bella è la storia dell'eterna lotta tra il bene e il male, è la storia del trionfo dell'amore sull'odio e la crudeltà umana. E’ anche la storia di un sacrificio, quello di un padre che ama teneramente il figlio, pronto a dare la propria vita perché il figlio sopravviva alle tragiche vicende umane. Ma "La Vita è Bella" è anche la storia di un bambino che ha una fiducia incrollabile in suo padre,egli si sente al sicuro, è protetto, e la paura che può sopraggiungere dalle situazioni minacciose della vita viene fugata, perché sa che suo padre è lì, pronto ad intervenire e a difenderlo. La presenza del padre lo rassicura.

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Una Domenica Insieme

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I Coniugi Brancè “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme” (salmo 133:1)

Ieri (Dom 18 lug. 2010, NDR), la Chiesa Battista Internazionale “Gesù libera” di Marghera(Ve) ha ospitato un gruppo di sei fratelli della Chiesa Battista di Mantova, guidato dal Past. Sandro. Abbiamo avuto momenti cultuali incoraggianti ed edificanti. Il Past. Paolo Brancè, che conduceva il culto, ha letto il Salmo 144, sottolineando il vigore del credente che è addestrato da Dio alla battaglia. Infatti, il cristiano è un “guerriero” che lotta e non indietreggia di fronte alle difficoltà della vita quotidiana. Durante il tempo delle testimonianze  la sorella Natalia di origine russa, che faceva parte del gruppo, ha dato alcuni frammenti della sua esperienza cristiana, parlando della sua vita prima della conversione , sottolineando la sua attivita lavorativa di ballerina nei locali notturni, la sua liberazione dalle esperienze fallimentari con l’aver accettato la sovranità di Cristo, laureandosi in Economia e Commercio. Dopo la celebrazione della Santa Cena, il Past. Sandro ha predicato, leggendo Esodo 14, sottolineando il tema delle prove considerate come benedizioni di Dio, ma spesso rifiutate dal credente con borbottii e lamentele. Il momento clou della predica è stato quando Sandro ha parlato della sua esperienza personale: essendo stato diagnosticato un cancro all’intestino, egli si è ribellato contro Dio, per il fosco futuro che si prospettava davanti a lui, pensando che non avrebbe più rivisto sua moglie e non avrebbe visto crescere i suoi piccoli due figlioletti.
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Protobattisti e politica

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Un esempio moderno dell'impegno battista nella società. Martin Luther KingI Battisti sorsero in Inghilterra in un momento in cui il Governo civile era a loro ostile. Nel diciassettesimo secolo  i Battisti Generali ebbero un rapporto conflittuale con le autorità civili. Molti di loro rifiutarono di giurare lealtà politica allo Stato, di portare armi, di permettere ai Funzionari statali di essere membri delle loro chiese. Alcuni storici affermano che i Generali Battisti hanno ereditato tali concezioni dai Mennoniti olandesi. Molti Battisti Generali soffrirono  lunghi imprigionamenti  per le loro convinzioni. Tuttavia, non tutti i Battisti Generali condividevano questo modo conflittuale di rapportarsi con lo Stato.  Helwys, nel 1611, affermò che  è legittimo giurare , quando una giusta causa lo impone tesa a risolvere un conflitto. Con il Credo Ortodosso del 1678, i Battisti Generali non solo permisero ma anche incoraggiarono a giurare in specifici casi. Essi dissero: “Un giuramento legittimo è parte della lode spirituale… quando non siamo chiamati davanti a un legittimo magistrato, per affrontare legittime questioni, giustificate dalla parola santa di Dio…” Molti dei Battisti Generali erano pacifisti. Nei primi mesi del 1610 essi dissero: “ I redenti del Signore… cambiano le loro armi carnali, le loro spade e le loro lance in falci, non sguainano alcuna spada, né partecipano alla battaglia”.  Tuttavia, questo non era vero per tutti. Infatti, nel 1640 molti parteciparono alla Guerra Civile inglese.

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La Chiesa nel Protobattismo

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Il battesimo inteso come scelta consapevole e risposta alla fede in Cristo Gesù L’origine dei Battisti  ha una spiegazione plausibile nella ricerca di una chiesa pura. Essi vagheggiavano una chiesa composta di “santi visibili” , ossia, di veri credenti, osservando le ordinanze evangeliche e ubbidendo ai comandamenti di Cristo. La ricerca di una chiesa pura ha le sue radici nel Puritanesimo che ha portato a dissentire dalla Chiesa di Inghilterra, determinando la creazione di Cristiani puritani che si separarono dalla Chiesa Stabilita, fondando comunità indipendenti.  I Battisti andarono oltre al puro separatismo con la scoperta del battesimo dei credenti. Secondo i Battisti gli infanti non possono essere membri della chiesa, né possono ricevere il battesimo. La chiesa deve essere un corpo disciplinato, con membri chiamati a rendere conto dei loro peccati. I membri pentiti trovano ristoro nella comunione ecclesiale, ma chi rifiuta il pentimento viene escluso dalla chiesa. Un articolo della confessione dei primi Battisti afferama: “Che la Chiesa di Cristo è una compagnia di gente fedeli….  separati dal mondo per la Parola e lo Spirito di Dio…. essendo uniti saldamente a Dio e l’uno con l’altro, per il battesimo… sulla base della loro confessione di fede. Questa confessione afferma anche che ogni chiesa , anche se piccola, ha in sé conchiuse ogni prerogativa di essere chiesa. Essi anche affermano che “ i membri di ogni chiesa  deve conoscersi l’un l’altro, così essi possono realizzare tutti i doveri dell’amore l’uno verso l’altro”. La Seconda Confessione Londinese è più ricca di dettagli intorno alla teologia della chiesa. Distinguendo tra “Chiesa Cattolica o Chiesa Universale”, che consiste di tutti gli eletti , e la comunità locale composta di “santi visibili” la confessione evidenzia la responsabilità di quest’ultimi nella lode, testimonianza e nell’osservanza dei comandamenti evangelici. Questa confessione riconosce anche che “le Chiese più pure sotto il cielo sono soggetti a mescolanze ed errori”.

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Questione di rapporto

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Opera "The Return of the Prodigal Son" di  Edward John Poynter. In questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono programmi, per così dire, “culturali”, cercano di “risolvere” alcuni “misteri”. Questi programmi hanno un grande successo ma non solo questi, anche siti internet dedicati ad argomenti “misteriosi”, “esoterici” o “magici”, hanno un grande seguito, senza contare le numerose testate giornalistiche che trattano questi argomenti. Insomma non un popolo di credenti ma di creduloni.  Se ricordate qualche settimana fa abbiamo meditato su l’apostolo Paolo durante il discorso tenuto all’Areopago di Atene . Abbiamo visto, in quell’occasione, come anche gli Ateniesi erano curiosi nell’affrontare i “venti di novità”. Leggiamo infatti: “ Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che vi dimoravano, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo.” (At 17:21), e come questi “condivano” la loro religiosità con una moltitudine di dei: “E Paolo, stando in piè in mezzo all'Areopàgo, disse: Ateniesi, io vedo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. 

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