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Schede - Thomas Helwys

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Riunione Gainsborugh - Gruppo protobattistaIl nome di Thomas Helwys (1550-1616), il più ristretto collaboratore di John Smyth nello sforzo di dar vita ad una comunità separata dalla chiesa stabilita e nel progetto di trasferire la chiesa d'Inghilterra in olanda, è senz'altro legato alla nascita della prima chiesa battista sul suolo inglese e alla sua diffusione. Nato a Broxtowe hall, vicino a Nottingham, Helwys apparteneva ad una famiglia borghese, le cui origini sono rintracciabili fino al tredicesimo secolo. Laureatosi in giurisprudenza al Gray's Inn, una della quattro prestigiose scuole di giurisprudenza di Londra intorno alla primavera del 1593.

Si sposò nel 1595 con Joan Ashmore nella chiesa parrocchiale di Bilborough. I seguenti otto anni della vita di Helwys sono sconosciuti. Dopo l'ascesa al trono di giacomo nel 1603, sappiamo che egli simpatizzò con le idee del movimento puritano. La sua casa a Brotoxtowe hall fu un luogo di incontro del clero puritano della contea di Nottinghamshire. E' doveroso sapere che nella tenuta di Helwys, John Smyth, essendo malato e vicino alla morte, fu amorevolmente assistito e curato. La collaborazione tra Smyth ed Helwys fu determinante per il nascituro movimento battista, diffondendosi rapidamente e globalmente. Essi erano legati da profondi sentimenti di amicizia e di lealtà. Helwys scrisse di lui dopo essersi separato: “ tutto il nostro amore era troppo poco per lui e non degno di lui” entrambi appartenevano al movimento puritano, che rifiutava di sottomettersi alle richieste del governo. Furono emanate nuove normative che scomunicavano, punendo tutti coloro che deviavano dal libro delle preghiere (book of common prayer), formando nuove conventicole ecclesiali. Avendo sperato invano in un’ulteriore riforma ecclesiale da parte del parlamento, sia Smyth che Helwys non esitarono a percorrere la pericolosa strada del separatismo, rompendo totalmente con la chiesa d'Inghilterra. Costretti ad emigrare , Helwys finanziò la spedizione in olanda. Ciò è testimoniato da John Robinson, già pastore del gruppo di Scrooby ed emigrato a Leyden, il quale dichiarò nel 1614: “La verità è, che il signor Helwys, soprattutto promosse questo viaggio nel misterioso paese; e, se qualcuno remava, egli portava le vele... ” L'emigrazione in olanda, come risultato delle forti convinzioni di Helwys, significava per lui la separazione da sua moglie e dai sette figli tutti in tenera età.
L'emigrazione della chiesa di Smyth ed Helwys in olanda determinò anche una ricerca spasmodica di un'identità ecclesiale, la quale ricerca causò un aspro contrasto con la teologia e l'organizzazione di altri gruppi del separatismo inglese rifugiatosi in olanda. Tale ricerca culminò con la scoperta del battesimo dei credenti come segno indelebile della vera chiesa, anche se la modalità nell'applicare il rito battesimale fu viziato dall'esuberanza emotiva che dall'applicazione corretta della teologia neotestamentaria del battesimo. Ma nel 1610 Smyth rivisitando ideologicamente l'evento del battesimo di se stesso e della comunità, in seguito ai contatti con la chiesa mennonita dei Waterlanders, lo considerò affrettato e disordinato. Smyth riconsiderò che la chiesa e i ministeri devono venire per successione, ossia che il vero battesimo poteva essere dato solo da qualcuno che lo possedeva. Se la maggioranza della chiesa abbracciò il nuovo corso delle idee, Helwys e uno sparuto numero di persone rifiutarono tali cambiamenti. Helwys respinse risolutamente l'idea della successione e, di conseguenza, l'idea di unirsi con i Mennoniti. Di più, Helwys scomunicò la comunità di Smyth che era numerosa. Helwys, prendendo atto della defezione di Smyth, avvertì il bisogno di difendere il corpus delle idee teologiche scoperte in tutti questi anni di militanza separatista. Riconoscendo la pesante responsabilità che cadde su di lui, mise mano alla penna, redigendo alcuni scritti, che sintetizzano le sue convinzioni religiose e difendono le sue posizioni teologiche.
Il primo scritto “una dichiarazione di fede della gente inglese rimasta ad Amsterdam in olanda (“a declaration of Faith of english people remaining at Amsterdam in Holand), è una confessione di fede in ventisette articoli, considerata la prima confessione di fede battista. L'intero titolo ha la seguente dicitura: “a declaration of faith of English people remaining at Amsterdam in Holland. Heb. 11:6 without faith is impossible to please god. Heb. 11, rom. 14:23. Whatsoever is not off faith is sin. Printed 1611”. E' conservato nella biblioteca di York.
Essa fu pubblicata con il consenso e l'aiuto dei membri della piccola chiesa con lo scopo di difendere le loro convinzioni religiose e per difendersi dalle ingiuste accuse avanzate contro di loro dai loro avversari con un’evidente abilità retorica: “Il nostro scopo è quello di pubblicare la nostra fede, senza artifici letterari, di cui in genere gli scritti sono pieni, in quanto noi siamo semplici uomini, mancanti di conoscenze letterarie necessarie per ordinare e abbellire i nostri scritti. Ciò può essere un buon motivo che ci renderebbe riluttanti a scrivere, ma noi speriamo che la verità di dio non sarà meno apprezzata dagli amanti della verità a causa della nostra semplicità”.
Helwys affermava che la fede nelle loro particolari convinzioni era determinata dalla loro personale riflessione e non era il risultato di un’adesione alla teologia di autorevoli teologi del tempo: “ se voi credete o professate qualche cosa perché è il giudizio o l'esposizione del Sig. Calvino, del Sig. Beza, del Sign Perkins o qualcun altro così rispettati altamente tra voi sia morti che viventi, voi tenete il glorioso vangelo di cristo nel rispetto delle persone”. Leggendo la confessione di fede della piccola neonata comunità di Helwys, saltano agli occhi del lettore alcuni importanti considerazioni di ordine teologico, alcune delle quali la differenziano dalla chiesa mennonita di Waterlanders, di cui Smyth e i quarantadue seguaci volevano far parte. Innanzitutto essi si pongono in linea con l'ortodossia della tradizione apostolica: essi credono nel mistero della divinità rivelatosi come uno e trino.
Il sesto articolo afferma la seguente proposizione: la salvezza è il risultato dell'azione salvifica di dio in cristo che l'uomo riceve per fede. Tuttavia, se l'uomo non agisce, non compie opere buone, la sua fede è morta.
L'articolo otto enfatizza l'incarnazione di cristo contro le affermazioni filo Hoffmanite, secondo le quali cristo assunse un corpo celeste.
Anche la fede nella resurrezione dei corpi è sottolineata e l’affermazione definitiva del nuovo eone: gli artt. ventisei e ventisette sono eloquenti. Nella confessione di fede di Helwys è rintracciabile una concezione moderatamente calvinista. Rigetta innanzitutto la concezione calvinista della salvezza offerta ad alcuni prima della fondazione della terra e la morte eterna ad altri per decreto divino sanzionato prima di ogni atto creativo.
Nella concezione soteriologica di Helwys trova posto anche la convinzione della perdita della salvezza da parte del cristiano: l'art. sette della sua confessione lo enuncia chiaramente.
Gli articoli 10-22 definiscono la teologia della chiesa, la sua natura, i mezzi di salvezza, i ministri, l'adempimento dell'obbligo dell'amore, la disciplina. Essa, innanzitutto, non è una chiesa statale e istituzionale, inclusiva di tutti i cittadini della nazione di cui fanno parte, ma è una compagnia di gente fedele (1Cor. 1:2, ef. 1:1), separata dal mondo dalla parola e dallo spirito di dio (2Cor. 6:17), essendo uniti nel signore e l'uno all'altro dal battesimo (1Cor. 12:13), sulla base della loro confessione di fede (Atti 8:37) (quest’assioma sarà teologicamente rilevante per i futuri battisti).
Pur affermando che la chiesa è una, tuttavia, essa consiste di diverse comunità, disseminate nel mondo, ad ognuna delle quali dio dà tutti i mezzi di salvezza. Esse rappresentano il corpo di cristo e l'intera chiesa, cui spetta il compito di pregare, profetizzare, rompere il pane e amministrare tutte le divine disposizioni, sebbene esse possano essere privati dei loro ministri, sia che sono imprigionati o malati o con altri mezzi ostacolati dalla chiesa. Le singole comunità ricevono i loro membri attraverso la loro adesione volontaria e responsabile suggellata dal battesimo sulla base della confessione della loro fede e dei loro peccati determinata dalla predicazione dell’evangelo secondo l'insegnamento di Gesù. Il battesimo amministrato attraverso la simbologia dell'acqua è una manifestazione esteriore del morire al peccato e camminare in novità di vita. Esso viene negato ai bambini. Anche la cena del signore simboleggia la comunione spirituale tra cristo e i fedeli, i quali annunciano la sua morte fino alla sua venuta. I membri della comunità hanno il dovere di conoscersi l'un l'altro sulla base dell'amore che l'uno esprime verso l'altro. Gli anziani hanno il dovere di conoscere l'intera comunità, adempiendo al loro dovere di sorveglianti. Ai comunicanti impenitenti, dopo essere stati ammoniti dalla chiesa, sono applicate norme restrittive come l'esclusione dalla “comunione dei santi”. I ministri della chiesa sono gli anziani, il cui compito è quello di curare i fedeli per la loro crescita spirituale, e i diaconi, uomini e donne, a cui spetta il compito di provvedere alle necessità dei poveri della chiesa. Essi sono persone qualificate, scelte per elezione o approvazione della chiesa di cui fanno parte. La loro autorità è limitata alla comunità di cui fanno parte, eccetto che essi abbiano autorità apostolica. L'art. ventitré sottolinea la teologia della scrittura: essa è composta dell'antico e nuovo testamento, scritta per l'ammaestramento del credente, il quale ha il dovere di leggerla perché essa testimonia di cristo. Essa deve essere usata con riverenza, perché contiene la parola divina di Dio, da cui ogni credente riceve direzione. Sia l'art. ventiquattro che l'art. venticinque sono due assiomi dogmatici che divergono chiaramente dalla teologia mennonita, che tanto peso avrà nel pensiero teologico di Smyth. Del giuramento. Esso agli occhi di Helwys è cosa giusta, se esso è adottato per una giusta causa (1) l'art. ventiquattro rivela la convinzione teologica di Helwys sul potere civile: il magistrato è un ministro di dio per il benessere di ogni cittadino. I credenti devono essere soggetti a lui, non per timore, ma per coscienza. Essi sono ministri di dio per punire coloro che agiscono malvagiamente. Helwys sottolinea la necessità della preghiera per loro, perché anche loro vengano alla conoscenza di dio ed essere salvati. Essi possono essere membri della “chiesa di cristo”, conservando l'ufficio di magistrato l'art, venticinque sottolinea la liceità.
Il secondo scritto è titolato “ una breve e semplice dimostrazione dalla parola e dall'opera di dio, che il decreto di Dio non è la causa del peccato dell'uomo o la condanna e che tutti gli uomini sono redenti da cristo come anche che nessun bambino sarà condannato... Stampato nel 1611” (“A short and plain proof by the word and work of god, that god's decree is not the cause of man's sin or condemnation and that all men are redeemed by Christ as also that no infants are condemned... Printed 1611) ”. Questo breve trattato di Helwys, la cui unica copia è conservata nella biblioteca di Bodleian a Oxford (Bodleian library) si presenta come un esplicito rifiuto dell’ipercalvinismo generalmente accettato sia in olanda che in Inghilterra. Dedicato a lady bovves, la quale era, probabilmente, era isabella, la più vecchia sorella di sir William Wray of Glentworth, al quale John Smyth dedicò il suo primo scritto, e la quale fu benefattrice di Richard Bernard e di altri predicatori puritani. Il trattato riprende il tema della natura dell'opera redentiva di cristo già accennata nella sua confessione di fede, che, secondo Helwys, è estesa a tutti gli uomini: Helwys era convinto che cristo morì per tutti gli uomini e non per i soli eletti, opponendosi fortemente alla dottrina calvinista dell'elezione e redenzione particolare. L'epistola dedicatoria, datata il 2 giugno del 1611, porta la sua firma: “tho. Helwys”. La prefazione indica l'occasione e lo scopo dello scritto:
“... Dove noi precedentemente in un piccolo trattato titolato “ a declaration of Faith of english people remayning at Amsterdam”, abbiamo nel quinto articolo brevemente accennato alla nostra fede dell'elezione e reiezione concernente la salvezza e la condanna, essendoci stati alcune private opposizioni a quello che noi abbiamo scritto, l'amore di dio e la sua verità ci costringono a parlare più diffusamente come noi siamo capaci di mantenere la chiara luce della verità; che dio non ha nei suoi eterni decreti nominato alcuni particolari uomini ad essere condannati e altri ad essere salvati.
Ma che Cristo è dato come riscatto per tutti gli uomini, si, persino per coloro che portano in sé una rapida dannazione rinnegando il signore che li ha comprati (2pietro2:1) Helwys era convinto che l'esasperata dottrina della elezione particolare reiezione produceva effetti deleteri nell'uomo, come ad esempio la presunzione: “ se gli uomini sono persuasi che dio li ha prescelti, allora essi sono sicuri, essi potrebbero rimanere inerti, incapaci di operare con timore e con tremore, poiché dio avendo decretato che essi sono salvati, essi necessariamente devono essere salvati. Se essi crescono e progrediscono in conoscenza e grazia, ciò è buono, ma se essi non sperimentano il progresso nella conoscenza e nella grazia, va bene comunque, poiché è decretato che essi devono essere salvati e ciò causa una accidiosa, disattenta e negligente professione di fede”.
Ancora, Helwys procede, elencando una serie di testi biblici, a provare che le sofferenze di cristo erano sufficienti a debellare il peccato del primo uomo e a sostenere la dottrina della generale redenzione. Helwys, pur essendo impegnato a formulare la dottrina della generale dottrina, era anche preoccupato di essere oggetto di aspre critiche dagli ambienti calvinisti. Infatti, la dottrina della libera volontà era duramente attaccata dai circoli puritani più oltranzisti. Helwys cercò di dribblare le eventuali invettive che venivano mosse dai loro avversari, affermando che “noi neghiamo che l'uomo ha in sé la capacità e la libera volontà di agire per la propria salvezza, avendo imparato dall'apostolo, efesini 2: 8-9, che per grazia gli uomini sono salvati per mezzo della fede e ciò avviene non intrinseche capacità umane, ma per l'esclusivo dono di dio, non per opere, per timore che ogni uomo potrebbe vantarsi”.
Helwys affermava che l'uomo aveva la libertà di resistere e respingere la salvezza e operare per la sua rovina, ma tutto il suo successo ottenuto deve essere ascritto in ultima analisi alla grazia e all'aiuto di dio.
Il terzo scritto di Helwys è titolato “un annuncio o ammonizione alle comunità che gli uomini chiamano i nuovi frisiani nei paesi bassi, scritto in olandese e pubblicato in inglese...”(“An advertisement or admonition unto the congregation which men call the new fryesers in the lowe countries, written in dutche and publiched in english...)
Helwys passa in rassegna le differenze teologiche esistenti tra il suo gruppo e i Mennoniti. Per prima cosa tratta la questione dell'incarnazione di cristo affermando il dogma ortodosso dell'umanità di cristo, contrastando quella eterodossa dei Mennoniti. 
Helwys accusò pesantemente i Mennoniti di essere la causa d’inimicizia tra il suo gruppo e quello più numeroso di Smyth sulla questione della teologia della successione, che è da lui considerato un peccato, ma ancora più duro fu con i suoi ex compagni e, soprattutto con Smyth. Egli lo rimproverò per la sua insana caparbietà di aver rovesciato la chiesa che aveva costruito con fatica, accusandolo di apostasia e di aver peccato contro lo spirito santo. Helwys dichiarò: “ per loro non ci può essere alcuna possibilità di pentimento per la loro trasgressione, poiché essi erano una volta illuminati e gustato i doni celestiali ed erano fatti partecipi dello spirito santo, e hanno gustato la buona parola di dio e la potenza del mondo a venire e sono caduti. E' impossibile che essi potrebbero essere rinnovati di nuovo per mezzo del pentimento, dal momento che per conto loro crocifiggono di nuovo il figlio di dio e lo espongono ad infamia (Ebrei 6:4,5,6,).
Un altro tema che Helwys ha evidenziato in questo trattato è quello riguardante l'autorità politica. Egli afferma che il potere e l'autorità dei re, dei principi, dei magistrati vengono da Dio, la cui finalità è quella di punire coloro che agiscono malvagiamente e lodano coloro che agiscono rettamente. Essi sono ministri di dio, per cui la chiesa è chiamata a pregare.
Tra il 1610 e 1612 la chiesa congregazionalista di Smyth ed Helwys fu teatro di aspre dispute tra i loro leaders. Agli inizi del 1610 un gruppo di trentadue persone guidato da Smyth chiese formalmente di essere membro della chiesa mennonita di Waterlanders. Helwys e i suoi seguaci si opposero al progetto di integrazione, chiedendo e ottenendo un incontro con i Mennoniti senza alcun esito per la difficoltà di comunicazione. Helwys scrisse una lettera in inglese alla chiesa di Waterlanders.(A dire il vero essa fu firmata da Thomas Helwys, William Pigott, Thomas Seamer, e John Murton) il 12 marzo del 1610, trattando la questione dell'espulsione di Smyth e dei suoi seguaci.
Proseguendo Helwys esplicita il particolare elemento teologico, che ha determinato la scissione, ossia la dottrina della successione.
Parallelamente, Helwys affronta anche la questione dell'ordinazione degli anziani, che per i Mennoniti spetta agli stessi anziani. Helwys contesta anche questa prassi.
Appare evidente dagli scritti di Helwys che egli biasimò i Mennoniti, considerati colpevoli per aver influenzato il mutamento del pensiero teologico di Smyth sulla questione della successione, anche se la responsabilità di Smyth è fortemente sottolineata, determinando la spaccatura della chiesa.
Gli scritti di Helwys evidenziano il prevalere delle seguenti convinzioni teologiche: il battesimo, e non il patto, è la vera “forma” della chiesa, ogni comunità, indipendentemente dal fatto che abbia o no i suoi ministri, si riunisce per pregare, profetizzare, rompere il pane e amministrare tutti i sacri ordinamenti, la chiesa non è chiesa di massa, perché impedisce i credenti a conoscersi l'un l'altro,i ministri della chiesa sono gli anziani, responsabili della cura pastorale, e i diaconi, uomini e donne, preposti a provvedere alle necessità dei santi; essi sono scelti dalla chiesa per elezione e approvazione dopo momenti di preghiera, di digiuno e imposizione delle mani. Essi possono esercitare il ministerio solo nella comunità che li ha eletti(ma Smyth pensava che un anziano di una vera chiesa è un anziano di tutte le vere chiese del mondo); i magistrati devono essere onorati, perché essi sono strumenti di giustizia, punendo coloro che fanno il male; essi possono essere membri della chiesa, mantenendo l'ufficio di magistrato(Smyth si oppose a ciò); il credente può giurare per dirimere i conflitti. Helwys era anche convinto che il battesimo dei credenti (amministrato per aspersione) era una condizione necessaria per la salvezza. Helwys era essenzialmente un arminiano, che credeva nella redenzione universale, affermando che cristo morì per l'intera umanità e non per una cerchia ristretta di persone elette, anche se nei suoi “avvertimenti” mostra una tendenza teologica più calvinista, affermando che egli era contrario “alla perniciosa eresia della libera volontà”(“the most dannable heresie”). Il gruppo si convinse che la loro fuga dalla persecuzione in Inghilterra era stato un errore, perché privava gli inglesi dell'ascolto del vangelo da loro testimoniato: “Migliaia di anime nel nostro paese privi di conoscenza stanno morendo per mancanza di istruzione” la data del ritorno in Inghilterra sembra essere incerta. Burrage data il rientro in patria della piccola comunità di esuli inglesi intorno al 1611-1612, mentre Burgess lo fa slittare alla fine del 1612 o all'inizio del 1613.
Certo è che il quarto scritto “the mistery of iniquity” fu redatto e pubblicato ad Amsterdam nei primi mesi del 1612 ed è probabile che Helwys e il suo gruppo sia ritornato in Inghilterra poco prima o subito dopo la morte di Smyth. La sua proprietà a Broxtowe Hill era stata confiscata , presumibilmente a causa della sua fuga dall'Inghilterra. Helwys si stabilì a Spitalfields, a nord di Londra, insieme alla sua comunità nasce la prima chiesa battista sul suolo inglese. Sebbene fosse consapevole dei gravi pericoli a cui egli e i suoi discepoli andavano incontro,probabilmente Helwys pensò che il suo lignaggio lo avrebbe difeso da probabili azioni persecutorie(suo padre Edmund era un “County gentleman”,ossia un uomo appartenente all'alta borghesia, suo zio Geoffrey era un commerciante all'ingrosso londinese, che era stato membro del consiglio comunale e sceriffo a Londra, suo cugino Gervase era stato investito cavaliere dal re giacomo nel 1603 e tenente della torre di Londra. Se il ritorno in Inghilterra è dettato dalla volontà di testimoniare la loro fede in una società retta da un regime assolutistico in fatto di religione e persecutorio nei confronti delle minoranze religiose, tuttavia, non si esclude anche un motivo più personale, ma altrettanto forte, di Helwys, che ha influenzato la sua scelta, ossia quello di riunirsi con la sua famiglia. La prima chiesa battista inglese dunque si radica nell'interland di Londra. Essa è guidata da laici.
Questo gruppo coraggioso di credenti è stato provato dalle sofferenze dell'esilio e dal fuoco della controversia. E' stato anche gratificato dal contatto con una nazione dove vigeva la tolleranza religiosa come quella olandese. E' stata subito privata dei suoi leader subito dopo essere rientrati nel suolo natio. Ma non indietreggiò. Anzi, mostrò un’eccezionale caparbietà nel portare avanti le proprie convinzioni religiose. Lo storico Burgess afferma: “ questi impavidi uomini e donne erano degni della grandezza e della causa che essi esposero”
Helwys scrisse il suo quarto e famoso scritto, “a short declaration of the mistery of iniquity”, nel 1612 ad Amsterdam,nel periodo in cui stava pensando che la fuga in olanda era stato un errore e che bisognava affrontare la persecuzione con una testimonianza coraggiosa. Lo scritto fu pubblicato in seguito a Londra(per Burgess , invece,esso fu pubblicato ad Amsterdam nel periodo del suo rientro).E' uno scritto polemico, controversista nei riguardi della chiesa d'Inghilterra, ma è anche una difesa della libertà religiosa universale, della libertà di coscienza per tutti. Helwys inviò una copia al re giacomo conservata nella Bodleian library di Oxford. Porta una iscrizione dedicatoria:” ascolta o re, non disprezzare il consiglio dei poveri e il loro reclamo che viene davanti a te il re è un uomo mortale e non dio, quindi non ha alcun potere sulle anime immortali dei suoi sudditi con la promulgazione di leggi e ingiunzioni per loro e a porsi come signore spirituale su loro. Se il re ha autorità a porsi come signore spirituale e legiferare allora egli è un dio immortale e non un uomo mortale. O re,non siate sedotto dagli imbroglioni a peccare contro dio a cui voi dovete ubbidire né contro i poveri sudditi che devono e vogliono ubbidire a voi in tutte le cose con il corpo, la vita e i beni altrimenti lasciate che le loro vite siano prese dalla terra. “Dio salvi il re” alla fine della sua dedica , Helwys appose la sua firma e la località da cui scrisse la sua dedica, ossia “Spittalfield vicino Londra”. La schiettezza dell'appello di Helwys priva di timore per la libertà religiosa fu ripagata dal re giacomo i con la prigione a Newgate prison a Londra, subito dopo il suo arrivo in Inghilterra e la pubblicazione del libro. Allo stato attuale sembra che non vi sia nessuna diretta documentazione relativa agli ultimi anni di vita di Helwys. Attraverso documenti indiretti è possibile dedurre in che modo Helwys visse i suoi ultimi anni di vita. Esiste un testo titolato “the discovery of a London monster called the black dog of newgate”, pubblicato nel 1612 da Robert Wilson che informa intorno alle condizioni dei detenuti, i loro stati d'animo, informazioni ricavate da un prete in occasione della sua visita ai prigionieri del newgate: “ vedi in quello stanzone vi sono diversi tipi di uomini, alcuni piangono, altri si lamentano, altri ancora si disperano, torcono le mani, maledicono,imprecano, bestemmiano. Allora il mio cuore si sentì venir meno, i miei capelli si rizzarono. O signore, io ho pensato,questa casa strappa le carni a pezzi, altrimenti non ci può essere alcun inferno,questo inferno giù. Allora esterrefatto, io all'improvviso individuai uno tutto vestito di nero,venire scendendo pesantemente dai gradini. Chi è quello?Domandai. E allora egli replicò, quello è l'uomo che mitiga le nostre preoccupazioni. Egli ha predicato cristo, e la parola di dio e annuncia a tutti la parola di dio, a confortare gli uomini senza stancarsi. Poi mi accostai vicino per vedere cosa possa accadere, o quale era il seguito di quello che io vidi: aspettando il bene che potrebbe derivare da tale guida, come ha predicato cristo, e ha insegnato a conoscere dio, un centinaio si riunirono vicino al pulpito, come se essi desideravano ardentemente di sentire l'evangelo” e' rilevante anche la testimonianza di John Robinson, le cui affermazioni fanno pensare che Helwys era ancora vivo e con molta probabilità in prigione. Nel 1614 Robinson replica alle affermazioni di Helwys riguardo la pratica del battesimo, secondo il quale non può essere diviso l'acqua e lo spirito nel vero battesimo cristiano, come è praticato dalla chiesa di Robinson, giacché cristo fu battezzato con acqua e con lo spirito: “ ...Voi non potete dividere l'acqua e lo spirito in questo battesimo. Cristo li ha uniti insieme...Perché noi vediamo il battesimo di cristo era amministrato con l'acqua e con lo spirito santo” Helwys probabilmente morì nel “Newgate prison” nel 1616.
Geoffrey Helwys, un parente di Thomas Helwys consegnò dieci sterline a Joan Ashmore Helwys,che nel testamento essa è definita come la vedova di Thomas Helwys. Senz'altro a Helwys e ai suoi compagni va riconosciuto il coraggio, l'audacia e la tenacia, qualità mutuate dalla forza dell'evangelo, su cui hanno posta la loro fede e per il quale hanno investito la loro intera esistenza: temprati dalla dura esperienza dell'esilio e dalle roventi controversie, non indietreggiarono davanti al pericolo delle persecuzioni, né si disunirono,ma seppero rigenerarsi e organizzarsi, creando in un giro di pochi anni nuove conventicole ecclesiali senza rinunciare a quella lotta per la libertà religiosa che tanta eco avrà negli anni a venire.